martedì 17 luglio 2012

IN KOSOVO CON IL REGGIMENTO GENIO FERROVIERI


Binari  in  Kosovo

Dalla  Serbia  alla  Macedonia  con i treni  effettuati  dal  Reggimento  Genio  Ferrovieri in una zona  “ calda ”  dei Balcani , teatro di numerosi   cambiamenti  geopolitici  tali da richiedere l’intervento delle forze armate della N.A.T.O.  e tra queste l’unità ferroviaria d’élite  dell’Esercito Italiano e delle Ferrovie dello Stato …  

A Cura di :  Luca Berardocco
Foto dell'autore presa allo scalo di Kosovo Polje, appena giunto con un treno merci da Volkovo in Fyrom (Macedonia)
Il Kosovo è una regione a statuto autonomo appartenente allo stato della Serbia ; durante gli anni ’90 il disgregarsi della Repubblica Federale della Jugoslavia ha restituito l’indipendenza alla Slovenia , alla Croazia , alla Bosnia , al  Montenegro e alla Repubblica Jugoslava della Macedonia ( FYROM ) …
Questa serie di sconvolgimenti geopolitici nei Balcani ha creato una riacutizzazione del problema dell’indipendenza del Kosovo , fortemente voluta dagli abitanti della regione in stragrande maggioranza di etnia albanese e mai ottenuta se non parzialmente attraverso , appunto , la concessione di uno statuto speciale di autonomia , istituito da Tito subito dopo la creazione della Repubblica Jugoslava …
Gli scontri armati , sempre più violenti , cominciati nel 1996 tra le forze indipendentiste kosovare  
( U.C.K.) e le forze di repressione serbe culminarono , nel 1999 , dopo il fallimento dei negoziati ,  con un intervento militare della N.A.T.O.  , per costringere un cessate il fuoco tra le parti e permettere la frapposizione di una forza di pace multinazionale ( KFOR) e l’istituzione di un parlamento e di un governo provvisori sotto l’egida dell’ O.N.U. in base alla risoluzione n° 1244 dello stesso Consiglio di Sicurezza …
A questa forza di pace multinazionale , con i compiti di mantenere la pace tra gli appartenenti alle etnie albanese e serbo-croata , di avviare la ricostruzione della regione e ripristinare tutti i servizi sociali quali  sanità , istruzione , ordine pubblico , comunicazioni e  trasporti , ha partecipato anche l’Italia con le proprie Forze Armate e tra queste si è particolarmente distinto il Reggimento Genio Ferrovieri , a cui è toccato il delicato ed importantissimo compito di riattivare l’intera rete ferroviaria della regione e di gestire la fase iniziale dell’ intero sistema di trasporti viaggiatori e merci assicurando , tra l’altro , la regolarità nella catena logistica degli approvvigionamenti alle forze schierate in questo teatro operativo … 
Vista Panoramica della base del Genio Ferrovieri presso Teretna
Il Reggimento Genio Ferrovieri per poter assolvere i propri compiti , dalla metà di luglio del 1999 , ha eseguito una serie di ricognizioni in luogo e in seguito , ai primi di settembre dello stesso anno ,  ha stabilito la propria base operativa presso lo scalo merci di Teretna , a poco più di un chilometro di distanza dalla stazione di Kosovo Polje , punto nevralgico della rete ferroviaria , in cui confluiscono tutte le linee di questa regione , da sud  quella proveniente da Skopje , da ovest quella proveniente da Pec e Prizren , da est quella proveniente da Podujevo e da nord quella proveniente da Lesak e Mitrovica ; 

Scema delle Linee ripristinate ed esercitate dal Genio Ferrovieri

la scelta è ricaduta su questo impianto poiché dotato di 12 binari di scalo più uno di transito , deposito locomotive con rimessa  a cinque stralli ed un fabbricato viaggiatori, abbastanza grande da potervi installare una caserma temporanea , munito di una enorme torre di controllo all’interno della quale , prima della guerra , trovava posto l’ufficio movimento … 
 Il ripristino dell’intera infrastruttura ferroviaria , per poi riavviare l’esercizio , è stato attuato rischierando una compagnia  Armamento e Ponti ed una compagnia Esercizio Linee Ferroviarie ognuna dotata del proprio gruppo logistico …
Il convoglio di Pronto Intervento del Genio Ferrovieri
La compagnia Armamento e Ponti  , alloggiata nel Convoglio di Pronto Intervento , ha avuto il compito di monitorare l’intera rete ferroviaria della regione e di pianificare , nonché eseguire , l’intero processo di ricostruzione dei tratti distrutti ,
riaprire i portali di alcune gallerie  fatti saltare in aria dalle truppe serbe in ritirata
e rendere di nuovo percorribili alcuni ponti ferroviari precedentemente minati e danneggiati ; particolare professionalità  è stata profusa nell’opera di ricostruzione integrale , previa precedente demolizione, di un tratto di 15 Km della linea Kosovo Polje – Podujevo , 
fino ad un deposito di combustibili gestito dalle truppe francesi presso Devet  Jugovica , per permettere l’inoltro di treni completi di cisterne direttamente dal confine con la Macedonia fino al raccordo del deposito, senza dover effettuare il travaso del carico in cisterne stradali militari  presso lo scalo di Teretna .
Per l’esecuzione di tali opere sono stati utilizzati 1 trattore strada/rotaia UNIMOG , 3 caricatori strada/rotaia COLMAR  , una pala meccanica stradale,un Bobcat ,un carrello elevatore e diverse sollevatrici idrauliche VAIACAR  S-100 per l’armamento ed il varo dei nuovi tratti di binario ; invece per la rincalzatura , allineamento e livellamento del binario ci si è affidati ad una Plasser & Theurer  UNOMATIC 08-16 e ad una MAINLINER 07-16 , per la profilatura della massicciata ad una Plasser & Theurer  SSP 103   entrambe ex JZ e riassorbite dalle ferrovie del Kosovo …
La compagnia Esercizio Linee Ferroviarie , del tutto uguale alle due compagnie che in Italia garantivano l’esercizio ferroviario lungo la linea Chiavasso – Aosta  ma con organico ridotto , era composta da un plotone Trazione ( 1 Capo Deposito , 12 Macchinisti e 2 Verificatori ) , un plotone Movimento ( 1 Capostazione Titolare , 6 Capistazione dirigenti movimento e 6 manovratori ) , un plotone Logistico e Amministrativo ; il coordinamento di tutto il traffico ferroviario e l’effettuazione dei treni  , in base alle esigenze di tutte le forze armate schierate sul territorio e del personale O.N.U. è stato gestito da personale del Reggimento Genio Ferrovieri distaccato presso il Centro Interforze di Coordinamento Trasporti ( J.T.C.C.) del quartier generale dell’intera Forza di Pace Multinazionale …
JZ 661 in arrivo a Pristina con un treno di cisterne per Devet Jugovica  -  foto Luca Berardocco
I Capistazione militari , grazie all’ausilio dei colleghi appartenuti alla precedente amministrazione J.Z. , Ferrovie Jugoslave , dislocati lungo alcune stazioni del territorio , hanno gestito la circolazione di tutti i treni effettuati ripristinando all’inizio un esercizio a spola ed in seguito , dopo il ripristino degli  apparati centrali di alcune stazioni , un esercizio con Dirigente Unico .
Lungo linea in direzione della Fyrom (Macedonia)  - foto Luca Berardocco
Tutte le operazioni di manovra , lo smistamento e la formazione dei treni sono state effettuate utilizzando due locomotive da manovra inglesi Steelman Royale , con motore Rolls Royce da 335 CV , appartenenti al 79°Railway Squadron RLC dell’ Esercito Inglese , specializzato in manovre lungo i raccordi militari e aggregato con i suoi uomini e mezzi alla squadra di manovra italiana …
Ai Macchinisti militari è toccato il compito di condurre la totalità dei treni circolanti nell’arco delle ventiquattro ore di ogni giorno , senza sosta , spesso ogni coppia di macchina ha effettuato più treni al giorno , specialmente durante gli avvicendamenti di personale e mezzi dei vari eserciti.
JZ 661.132 in sosta presso lo scalo di Teretna, base operativa del Genio Ferrovieri - foto Luca Berardocco
I servizi maggiormente svolti sono stati i treni bloccati di cisterne di olio pesante provenienti dalla Grecia , attraverso la Macedonia , destinati alla centrale termoelettrica di Obilic e  le due coppie di treni viaggiatori tra Kosovo Polje e Zvecan , con scorta militare a bordo , per permettere agli abitanti di etnia serbo-croata di raggiungere i propri parenti senza il rischio di dover attraversare ,senza alcuna difesa , villaggi a loro ostili .
SNCF 33000 utilizzate prevalentemente per i treni viaggiatori, presso la stazione di Kosovo Polje - foto L.Berardocco
Ulteriori servizi hanno riguardato l’effettuazione di numerosi treni di mezzi militari , di automezzi per il contingente O.N.U. ,  di container del servizio logistico dell’ Esercito Americano , di legname e di mezzi per l’agricoltura ,
BR Class 20 inglese presso Glogovac nel 2000 - foto L.Berardocco.
                 
di macchine movimento terra , approvvigionamenti per la Croce Rossa Internazionale e di cisterne di carburante per autotrazione ; a questi vanno aggiunti i numerosi treni cantiere , treni per i collaudi strutturali dei ponti riaperti all’esercizio,
Ripristino di un ponte lungo la linea per Lesak e relativo collaudo - foto L.Berardocco
la trazione al Convoglio Pronto Intervento durante i suoi spostamenti  e le infinite ricognizioni lungo le linee e i raccordi industriali … 
I mezzi di trazione utilizzati durante questa missione appartengono al gruppo 661 , ex J.Z. , costruiti dalla General Motors of Canada – Electro Motive Division su elaborazione del modello G16 , equipaggiati inizialmente con un motore diesel 16-567 C ,in seguito sostituiti dai 16-645 E , a 16 cilindri e 1826 CV di potenza , capaci di raggiungere una velocità massima di 124 Km/h , oltre a qualche unità più moderna del gruppo 664 , derivate dal modello EMD G26  e costruite a partire dal 1973 . 
JZ 661.132 presso Teretna  - foto Luca Berardocco
Il parco trazione era completato da numerosi modelli appartenenti a diverse amministrazioni europee , molti dei quali radiati dall’esercizio e donati all’ O.N.U. per la creazione delle nascenti Ferrovie del Kosovo ( Kosovske Zeleznice ) , ad esempio 5 locomotive diesel idrauliche gruppo 202 ex DB ,
DB 202  in testa ad un treno viaggiatori per Mitrovica - foto L.Berardocco
2 NOHAB Di3a e 2 NOHAB Di3b ex NSB , locomotive diesel elettriche con rapporto di trasmissione  da 143Km/h  e 105 Km/H , equipaggiate entrambe con un motore 16-567 C ,
Di3b 633 ex N.S.B. in partenza da Zvecan in testa ad un treno passeggeri del mattino - foto L.Berardocco
2  locomotive da manovra SNCF , BB63018 e BB63015 , 1 ex Z65 delle SJ, rinominata  DAL 318.548, motorizzata Rolls Royce ,
Sj DAL318 presso la stazione di confine di Volkovo - foto L.Berardocco
3 Aln 668 serie 1500 di Trenitalia , giunte via mare da Brindisi a Salonicco e poi trasferite in Kosovo via ferrovia attraverso la Macedonia ; 
Aln668 Trenitalia appena giunte a Teretna - foto L.Berardocco
tutti mezzi di trazione per cui i macchinisti hanno dovuto conseguire l’apposita abilitazione con gli istruttori militari e con gli istruttori delle diverse amministrazioni ferroviarie europee , donatrici dei mezzi stessi , inviati appositamente sul posto
Per i treni viaggiatori sono state utilizzate 5 carrozze UIC-X ed un Bagagliaio , sempre UIC-X , le uniche sopravvissute alle devastazioni della guerra ed ognuna recante una  delle tante livree della trascorsa amministrazione J.Z. ; invece per i carri merci , non esistendone alcuno atto al servizio , si è dovuto ricorrere al noleggio presso altre amministrazioni ferroviarie europee , in particolar modo presso le M.Z. macedoni …
Il  Convoglio di Pronto Intervento , tra la fine del 1999 ed il 2001 , è stato schierato due volte , per diversi mesi, con la sua composizione completa : 12 carrozze Vat ET , 2 cisterne Vz , 2 Va (officina) , 1 Gbs , 1 Eaos e 10 Ks , per una lunghezza totale di quasi 550 metri . In entrambe le occasioni per poter raggiungere lo scalo di Teretna , dalla sua  sede  presso Castelmaggiore , ha dovuto percorrere circa 2600 Km attraversando Austria , Ungheria , Romania , Bulgaria , Grecia e Macedonia , giungendo in Kosovo attraverso la stazione di Volkovo , alla periferia di Skopje , poiché la Serbia non permetteva la presenza ed il transito di truppe militari straniere sul suo territorio . Durante il primo schieramento al convoglio è stata assegnata , come locomotiva titolare , la D 345.1142 , in seguito , dopo il rimpatrio di questa unità e durante il secondo schieramento , questo compito è toccato , a turni alterni , alle ex JZ del gruppo 661 …
Durante la primavera del 2001 , dopo circa due anni e mezzo di duro lavoro  da parte del personale militare impiegato nella totale ricostruzione di 290 Km di linea ferroviaria ,
Ricognizione lungo linea
nel ripristino e nella gestione di 4000 treni merci , trasportando più di un milione di tonnellate di materiali umanitari e militari , 
Situazione della linea ad inizio della Missione
di 1000 treni viaggiatori interetnici , con oltre 200.000 passeggeri trasportati , infine nella formazione professionale del personale civile , appena prima del rientro in patria , è avvenuto il passaggio di consegne tra il Reggimento Genio Ferrovieri e le neocostituite Railways of Kosovo  (Kosovske Zeleznice ) ; anche se fino a tutto il 2004 , un piccolo contingente formato da 1 Coodinatore Movimento , 8 Macchinisti e 2 Verificatori , divisi in due gruppi tra il quartier generale di Pristina e il comando arretrato di Skopje , hanno garantito la supervisione dell’esercizio ferroviario e l’effettuazione dei convogli militari e passeggeri nelle “ zone calde” della regione …
Siamo così giunti al termine di questo viaggio in Kosovo con il Reggimento Genio Ferrovieri , l’unico reparto militare della N.A.T.O. abilitato e certificato allo svolgimento dell’esercizio di linee ferroviarie ,  lavori di armamento e costruzione di ponti ferroviari nonché alla formazione di una élite di  personale ferroviario di qualunque mansione , con cui ho avuto il privilegio e l’onore di partecipare per due volte , come Macchinista , durante la missione  “ Consistent Effort” ed anche se, per ovvie ragioni di carattere militare , la trattazione di questo argomento non può essere maggiormente dettagliata , vi basti pensare che l’opera compiuta da questi ferrovieri con le stellette é valsa al Reggimento il conferimento della Medaglia d’Argento al Valore Militare , quella di Bronzo gli era già stata conferita dopo il ripristino di 630 Km di linee ferroviarie in Bosnia  tra il 1996 ed il 1998 durante la missione IFOR/SFOR,

Foto dell'Autore al termine della prima Missione in kosovo come Macchinista militare

alla popolazione e ai ferrovieri locali invece è servita a riattivare la rete dei trasporti ferroviari e a ridare loro un lavoro, con la speranza che possa aver favorito la stabilizzazione dell’ area ed una pace duratura tra le due etnie …  
Luca Berardocco

    Per maggiori info consulta la rivista Mondo Ferroviario Viaggi N° 174 1-2001 e 269  09-2009