martedì 17 luglio 2012

LE PIATTAFORME GIREVOLI

Le  Piattaforme  girevoli

Storia , descrizione ed usi  di uno strumento indispensabile per ogni Deposito Locomotive quando l’esercizio a vapore delle linee era predominante su tutti gli altri tipi di trazione …    

A Cura di  : Luca Berardocco

Piattaforma Girevole da 21m del Deposito Locomotive di Cremona  -  foto Luca Berardocco

L’invenzione della locomotiva a vapore , agli albori dell’ 800 , ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nel campo della tecnica  e conseguentemente nel campo dei trasporti terrestri …
Pertanto l’esercizio regolare delle locomotive a vapore  ha comportato lo sviluppo e la nascita di tutta una serie di apparecchiature ed infrastrutture , presenti poi in ogni deposito locomotive delle varie reti , con lo scopo di coadiuvare il personale accudiente , di condotta e di manutenzione in quelle operazioni tecnico-logistiche necessarie alla messa in servizio o per le riparazioni da eseguire sul rotabile ; basti pensare alle ceste a spalla di vimini per rifornire di carbone i tender o le carboniere  soppiantate dai nastri trasportatori o dalle gru a benne , alle torri piezometriche con relative colonne idriche , alle fosse di visita o di pulizia per i ceneratoi , alle “capre” o ai cala assi , oppure ai binari raccordati a stella o triangolo o alle piattaforme girevoli , tutti e tre preposti alla giratura delle locomotive con il fumaiolo in avanti senso marcia , per poter così ottimizzare il tiraggio e quindi il rendimento della caldaia  , non ultimo per permettere al macchinista di avere una migliore visibilità della linea e dei segnali … 

Giratura di una 640 sulla Piattaforma Girevole del Dep.Loc. di Cremona  -  foto Luca Berardocco

Volendo approfondire le nostre conoscenze sulle piattaforme girevoli , per definizione "esse sono un meccanismo del binario il cui compito è quello di permettere la rotazione di un rotabile di 180° sia per invertirne la direzione che per istradarlo su un altro binario la cui intersezione con quello della piattaforma avviene al centro della stessa"
Prima del 1905 , anno di costituzione delle Ferrovie dello Stato , ogni singola società di trasporto esercente una rete , disponeva di propri modelli di piattaforme girevoli , con lunghezze funzionali a quelle dei rotabili in esercizio . Dopo il 1905 la gestione F.S. ha cercato di uniformare il più possibile i vari tipi di piattaforme girevoli presenti lungo l’intera rete , radiando quelli meno congeniali con le esigenze del servizio e progettandone di nuovi le cui differenze sostanziali rispetto a quelli precedentemente utilizzati riguardano la struttura portante , le dimensioni della trave a parità di lunghezza , il tipo di sospensione di quest’ultima , il rodiggio e il tipo di motorizzazione …
Il compito di uniformare tutti i differenti tipi di piattaforme girevoli e di progettare e costruire i nuovi esemplari  nonché  di effettuare la manutenzione straordinaria degli stessi  viene assolto dalle Officine M.F. di Pontassieve  sin dalla loro istituzione ; nella fattispecie il lavoro di queste officine , per quanto concerne le piattaforme girevoli , lo si può suddividere in tre particolari momenti storici : negli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale i tecnici portarono avanti un programma di revisione delle piattaforme esistenti e in contemporanea   progettarono quelle nuove , già complete di locomozione pneumatica , per gli impianti che sarebbero sorti di li a poco . Negli anni compresi tra i due conflitti mondiali invece venne attuato dalle maestranze delle O.M.F. il programma  dei prolungamenti delle piattaforme girevoli più vecchie ed in particolare dei modelli ex R.A. da m. 5,00  portate a m. 7,00 , ex R.A. m. 8,50  portate a m. 9,50 ed ex R.A. da m. 15,00  portate a m. 17,00  , ove possibile a m. 18,00 . Infine , durante gli anni seguenti la Seconda Guerra Mondiale , i tecnici dovettero constatare la totale distruzione di quasi tutte le piattaforme girevoli della rete , ad opera dei bombardamenti alleati ; pertanto si dovette procedere di nuovo alla revisione di quelle poche rimaste funzionanti ed al ripristino , ove possibile in loco altrimenti in sede a Pontassieve , di quelle disastrate approfittando di tale occasione per sostituire  quelle più anziane con i nuovi modelli uniformati di progettazione F.S. ….
Durante questo periodo si approfittò altresì per sperimentare la doppia motorizzazione , pneumatica ed elettrica , posizionando gli organi della trazione elettrica in posizione diagonalmente opposta a quella pneumatica ; tale applicazione servì a scongiurare la possibilità di eventuali blocchi della piattaforma girevole che avrebbero pregiudicato la regolarità d’esercizio del deposito locomotive … 
Le piattaforme girevoli , soprattutto ai tempi della trazione a vapore , erano di vitale importanza per un deposito locomotive . Oggigiorno negli impianti medio piccoli non vengono più utilizzate così frequentemente come in passato , il loro utilizzo avviene solo per esigenze delle Officine di Manutenzione Locomotive o per la giratura di una locomotiva a vapore in occasione di qualche treno speciale ; così non è invece per alcuni tra gli impianti più grandi della rete , come Milano Smistamento , Roma San Lorenzo  oppure Firenze Romito , dove l’utilizzo della piattaforma girevole è all’ordine del giorno in quanto tali impianti furono progettati e costruiti proprio intorno ad essa , addirittura i depositi locomotive di Torino Smistamento e Napoli Smistamento , ne ebbero, in passato, in esercizio due , una per la T.D. e una per la T.E. …
La praticità delle piattaforme girevoli è stata tale da essere utilizzate  anche in alcune semplici stazioni  non dotate di rimessa locomotive  e in alcuni Magazzini Approvvigionamento , per invertire la marcia di alcuni tipi di carri …
I diversi tipi di piattaforme più utilizzate lungo l’intera rete si possono riunire in sei gruppi , le più recenti e maggiormente utilizzate sono quelle tipo F.S. da m. 21,00 e da m. 21,50 , a queste dobbiamo aggiungere il tipi R.A. da m. 15,00 ed il tipo A.I. sempre da m. 15,00 , infine troviamo i due modelli più vetusti tipo R.A. da m. 5,50 ed il tipo F.S. da m. 5,50 prolungato a m. 7,00 ; volendo esaminare più a fondo ogni singolo gruppo è preferibile cominciare dalla descrizione di quello , ancora oggi , più diffuso :

Tipo  F.S.   21,00 metri
Queste piattaforme furono progettate e costruite dal Servizio Lavori e Costruzioni negli anni compresi tra il 1913 ed il 1915 ; esse appartengono al gruppo più numeroso e sin dalla fase di progettazione furono dotate di locomozione pneumatica e del sistema di arresto e calzatura con manovra simultanea …
La tina circolare , all’interno della quale viene alloggiata la piattaforma , è in muratura sorretta da una base di calcestruzzo di proporzioni adeguate al cui centro trova posto il plinto su cui viene ancorato il perno centrale di rotazione e sulla circonferenza di base viene armato il binario del circolo di rotolamento , con rotaie ex R.A. 36s ; la platea della tina è anch’essa di calcestruzzo e alloggia nella zona di massima depressione un pozzetto per lo smaltimento dell’acqua piovana , il bordo circolare superiore della tina è sormontato  da un circolo di coronamento su cui poggiano le estremità delle rotaie dei binari che convergono alla piattaforma stessa …
La travata portante è costituita da due travi gemelle a doppio T collegate tra loro da travetti interni e d’estremità posizionati a croce di S.Andrea ; la distanza tra le facce interne delle due travi è di
1495 mm. e al centro di esse trova posto il castello centrale , che realizza contemporaneamente l’innesto sul perno centrale e la sospensione , costituito da un blocco unico di acciaio fuso …
Sulla superficie superiore delle due travi vengono ancorate le rotaie del binario , anch’esse del tipo ex R.A.  36s , il resto dell’area compresa tra le due rotaie e i due marciapiedi laterali sono ricoperti da lamiera grecata , questi ultimi sui lati esterni sono delimitati da una balaustra in profilato 
di ferro … Il sistema di giratura della piattaforma , poggiante su due ruote de 900 mm. di diametro  per ogni estremità , originariamente era solo pneumatico ed era realizzato tramite un accumulo d’aria in serbatoi posizionati lateralmente alla travata principale in numero di 6 o 8 , successivamente , in posizione diagonalmente opposta , si sperimentò ed in seguito si adottò una motorizzazione elettrica complementare a quella pneumatica in modo da rendere sempre funzionante la piattaforma qualora si fosse presentato qualunque tipo d’inconveniente ad uno dei sistemi di locomozione ; la dotazione della piattaforma è completata da un catenaccio manuale per ancorare la travata al circolo di coronamento 
ed dal sistema di manovra simultanea per l’arresto e la calzatura , costituito da una serie di ruotismi , tiranti , rinvii e leveraggi agenti su un ceppo di ferro , complanare ad una delle ruote, per rallentare la rotazione e , in sincronia, su delle zeppe che si innestano sul circolo di rotolamento  per arrestare la rotazione , il tutto comandato da un solo operatore mediante un quadro di comando centralizzato e un volantino collegato ad una vite senza fine e settore dentato per la posizionatura della piattaforma , ad operazione terminata  viene comandata la disposizione a  via  libera dei segnali di accesso …  

Tipo  F.S.    21,50 metri 
Questo tipo di piattaforma è quello più recente e la sua progettazione si deve alla necessità di superare la difficoltà tecnica di costruire una tina particolarmente profonda , come quelle per alloggiare i modelli da m. 21,00 la cui profondità varia tra m. 1,70  e m. 2,70 , negli impianti situati vicino alle coste , dove i terreni sono in prevalenza sabbiosi , o dove le falde acquifere sono situate piuttosto prossime alla superficie e che necessitano di una piattaforma girevole di grande diametro...
Infatti queste piattaforme hanno la tina profonda appena m. 1,25 e appartengono alla categoria
“completamente appoggiate” poiché non possiedono alcun tipo di sospensione bensì poggiano , tramite i ruotismi degli otto carrelli di cui sono munite , su due circoli di rotolamento concentrici ed il perno centrale ha la sola funzione di guida per il mantenimento in asse del ponte girevole con i binari fissi ; le rotaie dei due circoli di rotolamento sono del tipo ex R.A.  36s …
La travata portante è costituita anch’essa da due travi gemelle a doppio T , distanti tra loro
1495 mm. , unite da una serie di quattro travetti interni ed esterni al di sotto dei quali sono ancorati gli otto carrelli , di cui uno motore , su cui poggia …
La locomozione della piattaforma , sia quella pneumatica che quella elettrica , è concentrata tutta su uno solo dei carrelli e la manovra di calzatura della travata è assente poiché simultaneamente all’arrivo viene comandato l’inserimento di due catenacci posti alle estremità del ponte girevole e
la disposizione a  via  libera dei segnali di accesso ; tutti gli spostamenti vengono comandati da un solo quadro comandi posizionato in una cabina a vetri sopra il carrello motore …
La tina è in muratura ed è sorretta da una fondazione di travi di calcestruzzo gettate a stella in modo da garantire negli anni la stabilità e la giusta concentricità , invece tutte le altre caratteristiche sono identiche a quelle delle piattaforme da m. 21,50  di lunghezza …

Tipo  F.S.   m. 05,50 e m. 5,50 prolungata a m. 7,00
Le piattaforme tipo F.S. da m. 5,50  sono le più vetuste della rete , totalmente radiate dall’ esercizio , era possibile vederle in opera sui piazzali delle stazioni , dei magazzini di approvvigionamento  o delle officine , la loro fine fù decretata dal progressivo allungamento dei rotabili di nuova costruzione , sia carri merce che carrozze per viaggiatori …
La tina di questa piattaforma è costituita dall’ unione di otto segmenti circolari ,realizzati in fusione di ghisa , a formare una struttura scatolare all’interno della quale ruota il piatto girevole ; ogni segmento è dotato della propria porzione di circolo di rotolamento e di perno centrale , inoltre  su ogni porzione di circolo di coronamento trovano posto gli incavi per i binari che dovranno attestarsi alla piattaforma stessa e per il fermaglio d’arresto…
Il piatto girevole è formato dall’unione  di due coppie di travi a doppio T , sempre distanti tra loro
1495 mm. , che s’incrociano ad angolo retto al centro di esso ; questa struttura a croce è raccordata alla periferia da una trave a doppio T circolare ed è interamente coperta da lamiere striate così da realizzare una copertura continua della piattaforma con il resto del piazzale . Sulle travi centrali poggiano i due binari di servizio realizzati con rotaie tipo ex R.A.  36s …
Il piatto girevole poggia su tredici ruotini conici , mantenuti in asse da altrettanti raggi di rotazione collegati ad un collare che avvolge il perno centrale ; la sospensione avviene attraverso una ralla poggiante sul perno centrale di rotazione ; quest’ultima avviene manualmente attraverso l’utilizzazione di apposite sbarre di ferro …
L’intera struttura scatolare di queste piattaforme veniva alloggiata in uno scavo circolare sul cui fondo veniva gettato uno strato di 50 cm. Di ghiaia e 30 cm. di sabbia  infine , prima di appoggiare l’intera opera , veniva posato al centro uno zatterone di traversine in legno  su cui si sarebbe appoggiata la base del perno centrale   e alla periferia degli spezzoni di traversine , disposti a raggiera , su cui sarebbero stati appoggiati i segmenti circolari …
Come già accennato prima , il progressivo allungamento del materiale rotabile di nuova costruzione ed il relativo aumento del passo degli assi o dei carrelli  ha reso , quasi del tutto , inutile l’utilizzazione delle piattaforme da m. 5,50 ; così , per fronteggiare tale esigenza le O.M.F. di Pontassieve  realizzarono il modello di piattaforma girevole da m. 7,00 di lunghezza , modificando opportunamente quelle da  m. 5,50 … 
Il  fondo della tina è realizzato da un piano di cemento armato ,al posto degli strati di materiale inerte, su cui vengono ancorate le stesse porzioni in ghisa del piano di rotolamento per le piattaforme da m. 5,50 ; la tina stessa non è più realizzata in ghisa ma anch’essa è in cemento armato con il bordo superiore munito di circolo di coronamento dotato di sedi per alloggiare le rotaie dei binari confluenti alla piattaforma e del fermaglio d’arresto …
Il ponte girevole della piattaforma d’origine da m, 5,50 è stato prolungato con delle mensole ricavate da profilati di ferro ; la superficie superiore è interamente ricopera da lamiere  camionabili disposte a raso con il piano del piazzale …


Tipo  ex R.A.   m. 15,00
Al giorno d’oggi , lungo l’intera rete , risultano in esercizio diversi tipi di piattaforme girevoli da m. 15,00 di lunghezza , ma  quelle più utilizzate  appartengono al tipo ex R.A. …
Questa piattaforma  rappresenta il modello classico utilizzato principalmente sui piazzali delle stazioni e dal punto di vista costruttivo ed operativo sono del tutto simili alle piattaforme del tipo F.S.  m. 21,00 ; le differenze più rilevanti risiedono nel differente tipo di sospensione , nel castello centrale , realizzato con profilati di ferro anziché in un solo blocco di acciaio fuso , nelle ruote del ponte girevole da 600 mm. e nel bordo del circolo di coronamento dove il profilato in ferro è presente solo nei tratti in cui si attestano i binari , anziché essere coronato  per l’intera circonferenza…
La manovra di giratura , inizialmente solo manuale , negli anni successivi all’entrata in servizio è stata integrata da una locomozione  pneumatica e la manovra di calzatura è stata resa simultanea con quella di arresto adottando lo stesso tipo di manovra  montato sulle piattaforme da m. 21,00 …

Termina così questa trattazione sulle piattaforme girevoli , un’ invenzione tecnica non ancora appartenente all’archeologia industriale  e ormai  non  più  strumento indispensabile per l’esercizio odierno ma il cui fascino regna ancora incontrastato nel panorama ferroviario , capace di suscitare un misto di  curiosità e ammirazione in un qualsiasi appassionato di treni , modellista ferroviario o ignaro viaggiatore  …   
Luca Berardocco

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